La pandemia in corso richiede un ripensamento sul rapporto tra privacy e salute pubblica.
L’emergenza sanitaria in atto impone un’attenta riflessione sull’evoluzione del rapporto tra privacy e sanità pubblica e sulla rilevanza dell’interesse pubblico nell’attività di trattamento dei dati personali.
Le circostanze eccezionali e contingenti hanno evidenziato, apertis verbis, l’importanza della disciplina della protezione dei dati personali e di piani d’investimento sulla sicurezza informatica, finalizzati a canalizzare il flusso dei Big Data in ambito sanitario.
La raccolta e l’utilizzo dei dati relativi alla salute sono stati infatti strumenti indispensabili nell’azione di contrasto e contenimento della pandemia.
Una disamina puntuale però deve soffermarsi e chiarire la portata del bilanciamento tra interessi collettivi e libertà fondamentali, quando si discute di diritto, etica e sanità pubblica.
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