Una segnalazione di una ragazza romana sui social network ha fatto emergere la questione della sepoltura dei bambini non nati o abortiti in rapporto alla tutela dei dati personali della mamma.
Ha trovato il proprio nome, insieme a quello di tante altre donne, scritto su una croce. Perché lì, nel cimitero di Prima Porta, è stato seppellito il suo feto. E’ diventato virale il post di una ragazza romana che, tramite il social network, ha provato a denunciare quanto accadutole definendolo “scandalosamente assurdo” . Una vicenda che, secondo la diretta interessata, porta a concludre che “la mia privacy è stata violata”., perchè sul cartellino che idenfifica quella sepoltura, al Flaminio, ora compare proprio il suo nome.
“Nel momento in cui firmai tutti i fogli relativi alla mia interruzione terapeutica di gravidanza, mi chiesero: ‘Vuole procedere lei con esequie e sepoltura? Se sì, questi sono i moduli da compilare’. Risposi che non volevo procedere, per motivi miei, personali che non ero e non sono tenuta a precisare a nessuno. Avevo la mente confusa, non ho avuto la lucidità sufficiente per chiedere cosa succedesse al feto”.
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