L’ex Garante della protezione dei dati personali ha rassicurato sul livello di sviluppo dell’app e sullo standard elevato di protezione dei dati che la legge offre, sottolineando che l’evoluzione tecnologica deve puntare alla tutela delle persone.
Scaricata al debutto da due milioni di persone, poi “arenatasi” per il prevalere di dubbi, diffidenze, quando non per aperte proteste e addirittura boicottaggi di ogni sorta. A quattro mesi dal giorno in cui Immuni, l’app per il tracciamento dei contatti dei positivi al Covid, è stata resa disponibile su tutte le piattaforme, ha vissuto diverse fasi. E solo ora che la seconda ondata è quasi realtà, con l’aumento giornaliero dei contagi di nuovo a quattro cifre, ha visto un nuovo rialzo: oltre sette milioni i download totali secondo il ministero della Salute, con +350mila rispetto all’ultima rilevazione del primo ottobre (in Sardegna in totale 154mila, dati di settembre). Un bel balzo, ma considerando che l’app copre ancora solo il 18% dei dispositivi presenti in Italia, percentuale dalla quale sono esclusi i minori di 14 anni che non possono scaricarla, la strada è ancora lunga.
Alcune delle foto presenti su Privacyitalia.eu potrebbero essere state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, lo possono segnalare via email alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.
© 2017-2018 Associazione Privacy Italia - C.F. 91039930192 - P. Iva 01685370197 - Informativa Privacy
Con il sostegno di: