Durante il lockdown connessioni non protette, utilizzo promiscuo di dispositivi personali e aziendali, condivisione di dati fuori dal perimetro aziendale hanno contribuito a far decollare i malware.
Connessioni non protette, utilizzo promiscuo di dispositivi personali e aziendali, condivisione di dati fuori dal perimetro aziendale e l’imprevedibile “fattore umano” hanno favorito più che mai, in questi mesi, la crescita esponenziale di malware informatici ai danni di enti e imprese. Eppure, lo smart working, che ha costretto migliaia di lavoratori a traslocare l’ufficio tra le mura domestiche, non è una formula di lavoro da demonizzare. Tutt’altro. Sono molte le imprese che proseguiranno le attività in modalità remota. Ma quali sono gli aspetti di maggiore criticità da gestire e cosa significa adottare una logica multidisciplinare?…
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