Piano ispezioni del Garante su spid, call center e sistema statistico nazionale

L’Autorità ha varato il piano ispettivo per  2017, l’attività verrà svolta in collaborazione con il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza.

Il bilancio 2016 segna un aumento del 38% dei procedimenti sanzionatori avviati e 3 milioni e 900 mila euro di sanzioni riscosse.

Spid, call center, sistema statistico nazionale. Su questi tre delicati settori in particolare si incentrerà l’attività ispettiva del Garante per la protezione dei dati personali nei prossimi mesi. Nelle scorse settimane l’Autorità ha varato il piano ispettivo per il primo semestre 2017 che prevede nuovi ambiti di intervento.

L’attività ispettiva verrà svolta anche in collaborazione con il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza sulla base del protocollo di intesa  siglato lo scorso anno che ha rafforzato l’attività di collaborazione tra la Guardia di Finanza e il Garante.

Oltre che sui trattamenti di dati effettuati per il rilascio dell’identità digitale ai cittadini italiani,  sulle società che operano nel settore del telemarketing (con particolare attenzione a quelle situate in Albania) e sul sistema informativo dell’Istat,  le verifiche del Garante si incentreranno anche sui trattamenti di dati effettuati per il rilascio dei visti da parte dei Consolati italiani all’estero.

Le ispezioni riguarderanno, come di prassi, anche le istruttorie avviate su segnalazione,  reclamo o  ricorso dei cittadini, così come  la verifica dell’obbligo di notificazione, il rispetto delle norme sull’informativa e il consenso, l’adozione delle misure di sicurezza a protezione dei dati sensibili trattati da soggetti pubblici e privati.

Intanto il bilancio 2016 segna, rispetto all’anno precedente, un incremento di circa il 38% dei procedimenti sanzionatori avviati  che sono saliti a 2.339, diversi dei quali relativi a violazioni di dati personali subite (data breach). Le sanzioni già riscosse dall’erario sono state pari a 3 milioni e 300 mila euro. 53 sono state le segnalazioni all’autorità giudiziaria, la  maggior parte delle quali relative a casi di mancata adozione delle  misure minime di sicurezza.

Gli accertamenti, svolti anche con il contributo delle Unità Speciali della Guardia di finanza, Nucleo speciale privacy,  hanno riguardato  numerosi e delicati settori, sia nell’ambito pubblico che privato. Per  quanto riguarda il settore privato le ispezioni si sono rivolte principalmente ai trattamenti di dati effettuati da società che operano nel settore del car sharing; a quelle che si occupano di web marketing e marketing telefonico; alle società che si occupano di ricerca genetica; alle agenzie di lavoro interinale; alle società di assistenza tecnica e recupero dati per pc e telefonia mobile; ai giochi on line; alle finanziarie. Per quanto riguarda il settore pubblico l’attività di verifica si è concentrata particolarmente  sui Caf e le grandi banche dati pubbliche, sul sistema della fiscalità, con speciale riguardo alle misure di sicurezza e al sistema degli audit.

Il quadro dell’attività  ispettiva del Garante nel 2016 mostra una ancora insufficiente informazione agli utenti sull’uso dei dati personali, sia  da parte delle Pa che delle aziende (200 violazioni riscontrate); una mancata adozione delle misure di sicurezza; tempi eccessivi di conservazione dei dati di traffico telefonico e telematico. Diversi anche i procedimenti sanzionatori per omessa notificazione al Garante con riferimento a trattamenti di particolare delicatezza e le sanzioni  per non aver risposto alle richieste di informazione e documentazione del Garante.

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