Le società private che spediscono a mezzo postale le notifiche di infrazioni hanno dei limiti in merito al trattamento dei dati.
Dietro una multa stradale ci sono numerosi dati personali: la targa del veicolo, l’intestatario, il luogo, la data e l’ora in cui si trovava al momento dell’infrazione. Gli agenti che accertano la violazione e redigono il verbale sono autorizzati a trattare queste informazioni, ma cosa succede quando gli atti vengono spediti per posta al contravvenzionato? Le buste, si sa, sono sottili e fragili, ma prima ancora può capitare che l’organo che ha elevato la contravvenzione – come il Comune per le infrazioni rilevate dalla Polizia municipale – si avvalga di società esterne per il recapito. Si tratta di soggetti privati, che provvedono all’imbustamento e alla consegna dei plichi all’ufficio postale per la spedizione. In buona sostanza, qualche addetto potrebbe “sbirciare” i verbali già redatti e leggerne il contenuto, apprendendo così i dati personali degli interessati.
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