L’Autorità per la protezione dei dati personali si oppone all’eventualità che il Governo imponga ai cittadini di installare Immuni obbligatoriamente. L’app deve essere scaricata su base volontaria.
Immuni nasce volontaria e tale dovrà restare. A ribadirlo è l’Autorità garante per la protezione dei dati personali, oggi presieduta da Pasquale Stanzione, che il 19 ottobre ha presentato alla prima commissione affari costituzionali del Senato una memoria nella quale ripercorre ragioni e riflessioni già espresse in occasione del decreto del 30 aprile che ha stabilito i confini legali del contact tracing.
“In gioco vi sono due diritti fondamentali, quali quello alla salute, anche nella sua componente meta-individuale di ‘interesse della collettività’ alla sanità pubblica e quello alla protezione dei dati personali, qualificato come diritto ‘di libertà’”, ricorda il Garante: “Non potendosi configurare gerarchie ‘tiranniche’ tra i diritti fondamentali, anche quelli alla salute e alla protezione dei dati esigono un bilanciamento tale da salvaguardarne il contenuto essenziale”.
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