Il Congresso degli Stati Uniti, lo scorso martedì, ha votato l’eliminazione delle regole che imponevano il rispetto della privacy da parte degli fornitori di servizi internet (ISP); il voto segue di una settimana quello del Senato. L’ultima parola spetta ora al presidente Donald Trump che, certamente, ratificherà la scelta di privare gli utenti del diritto alla riservatezza dei propri dati.
Si tratta della fine delle regole sulla privacy imposte dalla Federal Communications Commission.
Antonello Soro, appresa la decisione del Congresso Usa, dichiara: “Desta preoccupazione la decisione del Congresso statunitense di abrogare la riforma che avrebbe imposto agli internet service provider di subordinare al consenso la vendita dei dati personali degli utenti. Costituisce infatti una scelta regressiva, e in controtendenza, rispetto ai sempre più diffusi orientamenti nella comunità internazionale. La perdurante possibilità, per i provider, di cedere i profili degli utenti e dati espressivi non solo di preferenze di acquisto, ma a volte anche di convinzioni religiose o politiche, di preoccupazioni per la salute o di abitudini sessuali, legittima così la monetizzazione del diritto fondamentale alla protezione dati on-line. Ciò potrebbe avere serie implicazioni sulla tenuta dell’accordo -appena concluso dopo una faticosa mediazione – sul trasferimento negli Usa dei dati dei cittadini europei, conseguente all’annullamento del Safe Harbour da parte della Corte di giustizia”.
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