Con Uber Movement tutti i dati sono online

Uber ha recentemente annunciato il lancio di un nuovo strumento online chiamato Movement; si tratta di una piattaforma che renderà pubblici tutti i dati relativi alle corse del servizio raccolte grazie al GPS come, ad esempio, la durata delle corse. Uno strumento che rappresenta un sogno sia per gli urbanisti che per gli enti locali, che potranno utilizzarlo per saperne di più sui movimenti nelle aree coperte e mettere a punto modelli di gestione dei flussi di pendolari.

C’è di più’: nei prossimi mesi, Uber vuole rendere Movement accessibile a tutti online. Un regalo alla collettività che pero’, avvertono gli esperti, potrebbe tramutarsi in un vero e proprio vaso di Pandora per il trattamento dei dati. “La chiave di volta di tutto questo, naturalmente, è assicurarsi che la privacy dei dati degli utenti individuali sia protetta”, ha spiegato Marc Rotenberg, presidente della Electronic Privacy Information Center.

Se Uber, infatti, promette che i dati saranno “anonimi e aggregati”, i precedenti della società californiana in fatto di protezione dei dati lasciano intravedere scenari meno rosei. Fra tutti, il più clamoroso è il caso, esploso lo scorso autunno; un aggiornamento dell’app chiedeva agli utenti di condividere le loro posizioni con Uber anche quando questi non stavano usando il servizio. Inoltre, Uber è finita nell’occhio del ciclone dopo che BuzzFeed ha riferito che la app tracciava i movimenti dei propri giornalisti impegnati in un’investigazione proprio sulle pratiche della compagnia californiana.

 

Leggi l’articolo originale Uber is making ride-booking data publicly available. Is this a privacy Pandora’s box?

 

Clicca qui per ascoltare l’intervista a Marc Rotenberg, presidente dell’Electronic Privacy Information Center

Fonte: PRI | di Julia Franz

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