Su richiesta del governo cinese Zoom censura fuori dalla Cina due videoconferenze per la commemorazione dell’anniversario del massacro di piazza Tiananmen. Può accadere anche al Senato in Italia che usa la stessa piattaforma?
Zoom ha censurato due videoconferenze, addirittura una mentre era in corso, organizzate dagli Stati Uniti, non dalla Cina, per la commemorazione dell’anniversario del massacro di piazza Tiananmen. Inoltre, la società ha sospeso l’account dell’attivista per la democrazia a Hong Kong, Lee Cheuk-yan, leader sindacale e figura del partito laburista della città, mezzora prima di partecipare alla conferenza di Jimmy Sham, un altro attivista che si batte per la democrazia nell’ex colonia britannica.
“A maggio e all’inizio di giugno, il governo cinese”, ha spiegato Zoom, “ci ha comunicato di quattro grandi incontri pubblici commemorativi del 4 giugno su Zoom che venivano pubblicizzati sui social media, inclusi i dettagli della riunione. Il governo cinese ci ha fatto sapere che questa attività è illegale in Cina e ha chiesto a Zoom di vietare le riunioni e di chiudere gli account”…..
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