L’app di videoconferenze introduce la crittografia end-to-end e offre la possibilità di ospitare eventi a pagamento.
E alla fine Zoom rese le videoconferenze a prova di intrusi. Dopo i problemi di privacy della scorsa primavera, causati dalla crescita esponenziale di utenti per via della pandemia e dei conseguenti lockdown, l’applicazione per videoconferenze ha annunciato l’utilizzo della crittografia “end-to-end”, la stessa usata pre proteggere i messaggi su app come Telegram, Signal e WhatsApp. A partire dalla prossima settimana, e per 30 giorni, Zoom raccoglierà i feedback degli utenti che useranno il nuovo tipo di crittografia in videochat con un massimo di 200 partecipanti, ha spiegato la società in una nota. “La crittografia end-to-end è un altro passo avanti per rendere Zoom la piattaforma di comunicazione più sicura al mondo”, ha commentato il Ceo di Zoom Eric S. Yuan. Oltre alla crittografia, Zoom ha annunciato anche l’arrivo di una piattaforma pensata per ospitare e monetizzare eventi online.
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