Uber finisce ancora sotto accusa: un ex conducente di Lyft, l’azienda rivale di “ridesharing”, ha fatto causa ad Uber accusata di aver utilizzato un programma segreto creato appositamente per spiare i movimenti dei conducenti della concorrenza.
L’esistenza del programma, noto internamente come “Inferno”, è stata rivelata da un sito di informazione tecnologia. Uber, sostiene l’accusa, avrebbe utilizzato il programma per tenere traccia e identificare i conducenti di Lyft, costruendo un database di profili per capire chi stesse lavorando per entrambe le compagnie. Uber avrebbe quindi privilegiato l’invio di corse ai conducenti che lavorano anche per Lyft, sperando di persuaderli ad abbandonare la concorrenza, secondo quanto riporta l’articolo.
Uber ha contestato ogni responsabilità nel dare la preferenza ai driver che utilizzano entrambi i servizi.
Nella causa, presentata da Michael Gonzalez, autista di Lyft dal 2012 al novembre 2014, si afferma che utilizzando la app spia Uber avrebbe “invaso illegalmente la privacy intercettando le comunicazioni elettroniche e le immagini” dei conducenti.
Leggi l’articolo originale Uber’s secret Hell program violated drivers’ privacy, class-action suit claims
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