L’invalidazione del Privacy Shield da parte della Corte di Giustizia (CJEU) cancella uno dei principali strumenti che legittimavano il trasferimento di dati personali verso gli Usae mette a rischio i flussi tra l’Unione e il resto del mondo.
Ai giudici lussemburghesi non sono bastate le migliorie – rispetto al precedente Safe Harbor – che il Privacy Shield aveva incorporato, tra cui l’istituzione di un Ombudsperson competente a garantire tutela legale imparziale agli europei i cui dati fossero stati trasferiti in Usa. Troppo poco – secondo i giudici del Lussemburgo – per garantire quel livello di protezione “sostanzialmente equivalente” richiesto dalle norme privacy europee. Tale equivalenza, infatti, secondo i giudici comunitari e il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB), va valutata alla luce dei criteri previsti dall’articolo 46(2) del GDPR e la persistenza di programmi di sorveglianza governativi su cittadini non americani, combinati a un controllo giurisdizionale ritenuto troppo debole per rispettare i canoni europei, non garantiscono a sufficienza il diritto alla protezione dei dati come inteso in Europa….
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