Non basta non avere un profilo o cancellarsi da queste piattaforme: i post degli amici rendono possibili previsioni accurate sulle attività future anche di un utente non iscritto. Così la privacy diventa un fatto collettivo.
Su Facebook e Twitter la propria privacy può essere a rischio. Anche se non si è iscritti a questi social network. Il potenziale danno arriverebbe, un po’ come il fumo di seconda mano, dai post degli amici attivi su questi social. A mostrarlo, oggi, uno studio di tre ricercatori dell’università del Vermont, negli Stati Uniti, e di Adelaide, in Australia.
I ricercatori svelano come non sia sufficiente non iscriversi su queste piattaforme o rimuovere il proprio profilo. Anzi: la presenza di post o tweet di amici fa sì che gli strumenti matematici possano prevedere gli incontri e le attività future di chi non è iscritto con un’elevata precisione. I risultati sono pubblicati su Nature Human Behavior.
I ricercatori hanno raccolto più di 30 milioni di messaggi su Twitter pubblicati da quasi 14mila persone. Fra questi, hanno selezionato circa mille individui con un numero di follower che andava dai 50 ai 500. Gli scienziati, del dipartimento di matematica e statistica dell’Università del Vermont, hanno applicato un modello computazionale che misura l’entropia, intesa in questo caso come stima dell’incertezza di ciò che l’utente scriverà nei messaggi futuri: un’entropia più alta corrisponde a una minore capacità di prevedere il tweet successivo.
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