Le regole segrete e le linee guida che Facebook usa per decidere cosa è legittimo pubblicare sulla piattaforma sono finite sul quotidiano inglese The Guardian. Le rivelazioni riguardano i 2 miliardi di utenti che utilizzano il social network per pubblicare i propri contenuti. L’inchiesta del Guardian arriva in un momento molto particolare per quello che riguarda il dibattito globale sul ruolo e l’etica del gigante dei social media.
Il quotidiano inglese ha potuto visionare più di 100 manuali di formazione interni, fogli di calcolo e diagrammi di flusso che forniscono una visione senza precedenti dei criteri che Facebook ha usato per moderare post contenenti violenza, odio, apologia del terrorismo, pornografia, razzismo e autolesionismo.
“Facebook non può avere controllo del suo contenuto”, ha detto una fonte. “È diventato troppo grande, troppo in fretta”.
Molti moderatori si dicono di avere preoccupazioni circa l’incoerenza e la natura peculiare di alcune delle politiche. Quelle relative al contenuto sessuale, per esempio, sono considerate le più complesse e confuse.
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