La lentezza nella reazione da parte dei social network alle segnalazioni effettuate sui furti d’identità può agevolare il compimento di attività illecite.
Qualche giorno fa sono rimasto vittima di un furto di immagini su Instagram e non è stato facilissimo venirne a capo. Già la scoperta è avvenuta per caso, con la notifica al mio profilo @robtallei di un nuovo follower, un anonimo @spamm_krayon_ (un nome, un programma). Qualche ora dopo, tornando sulla schermata “ultime attività” della app mi è caduto l’occhio ancora su quella notifica: l’account in questione aveva infatti la mia faccia come nuova immagine del profilo. Forse un caso o forse no, era stata usata la foto con più like in assoluto tra quelle caricate sul mio account. Krayon si definiva nella biografia come una vineria, seguiva 36 account ed era seguito da altri 92. Otto in tutto le foto caricate, tutte e otto provenienti dal mio account.
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