Restano “preoccupazioni” sull’attuazione dello ‘scudo’ Usa a tutela della privacy dei dati personali dei cittadini europei trasferiti oltre oceano.
Lo ribadisce il board dei garanti europei (Edpb), che si è riunito in plenaria, confermando sostanzialmente la valutazione già fatta in passato. Alla luce della seconda revisione del ‘Privacy Shield’, nonostante i progressi fatti da Washington nel garantire gli impegni presi con l’Ue, restano preoccupazioni sulla mancanza di “garanzie concrete” che assicurino che non avvenga una raccolta indiscriminata di dati per motivi di sicurezza. Inoltre la figura del Mediatore non sembra dotata di poteri sufficienti per porre rimedio in caso di abusi da parte degli Usa. Infine secondo i garanti dei 28 i controlli sull’attuazione corretta dello ‘scudo’ “non sono sufficientemente forti”.
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