La privacy è la chiave della libera concorrenza

Un paio di settimane fa, durante una conferenza sul tema dell’antitrust all’Università di Oxford, un funzionario tedesco aveva pronunciato parole che fanno venire i brividi alla schiena alla Silicon Valley. Di fronte a una folla di quasi 200 esperti di diritto della concorrenza commerciale - Americani ed Europei - Andreas Mundt, presidente dell’agenzia antitrust tedesca Bundeskartellamt, aveva dichiarato di essere “profondamente convinto che la privacy attiene ad un problema di concorrenza”.

È una concetto che le piattaforme tecnologiche più importanti stanno monitorando con attenzione specialmente perché l’agenzia che Mundt presiede è coinvolta in un’indagine di alto profilo volta ad accertare se Facebook abusa della propria posizione dominante come rete sociale; il sospetto è che Facebook stia forzando slealmente i clienti ad accettare termini e condizioni riguardo al modo in cui l’azienda utilizza dati. Le parole di Mundt potrebbero sembrare non molto significative ad un orecchio disattento, ma le loro implicazioni sono tutt’altro che marginali: i principali regolatori antitrust del mondo stavano discutendo pubblicamente l’opportunità di intervenire nel momento in cui una transazione indebolisce la protezioni della privacy dei consumatori, una preoccupazione pervasiva nell’era dei big data.
Fonte: Wired | di Nitasha Tiku

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