Non solo le ricerche online, le email e i documenti salvati in cloud. Google analizza miliardi di transazioni “offline”, quelle nel negozio sotto casa per intenderci, accedendo ai dati delle carte di credito dei consumatori. Un vero e proprio cervellone che opera con uno scopo ben preciso: dimostrare che gli annunci online sono efficaci, anche quando gli acquisti avvengono offline in negozi fatti di mattoni e persone fisiche.
Le tecnologie impiegate da Google consentono di determinare quante vendite sono state generate dalle campagne pubblicitarie digitali, un obiettivo che gli addetti del settore hanno da tempo descritto come “il sacro Graal” della pubblicità online. Ma l’annuncio del gigante di Mountain View non ha mancato di sollevare polemiche: gruppi in difesa della privacy fanno sapere che poche persone capiscono davvero che i loro acquisti vengono analizzati in questo modo granulare.
Per aumentare il valore della propria pubblicità, Google analizza già la navigazione in Internet degli utenti, la cronologia delle ricerche e le posizioni geografiche, utilizzando dati provenienti dalle app più popolari di Google come YouTube, Gmail, Google Maps e Google Play Store. Tutte queste informazioni sono legate alle identità reali degli utenti quando accedono ai servizi di Google.
I nuovi dati ottenuti dalle carte di credito consentono al gigante tecnologico di collegare questi “percorsi” digitali ai dati di acquisto non solo nel mondo virtuale, ma anche in quello reale in modo più ampio di quanto era possibile prima.
Leggi l’articolo originale Google now knows when its users go to the store and buy stuff

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