La gran parte delle email che in questo periodo intasano le nostre caselle di posta per richiederci il rinnovo del consenso al trattamento dei nostri dati a scopi di marketing o per mantenere i nominativi dei destinatari sulle mailing list in vista dell’entrata in vigore del GDPR sono superflue o addirittura illegali.
Secondo alcuni esperti citati dal Guardian, molte aziende stanno letteralmente subissando le caselle di posta dei loro database di richieste di rinnovo del consenso informato alla ricezione di comunicazioni pubblicitarie di marketing e di assenso al trattamento dei dati personali dei destinatari. Un martellamento di messaggi per non incorrere nelle pesanti sanzioni previste dal GDPR, figlio però di consigli legali troppo spesso sbagliati, visto che la maggior parte dei destinatari ha già dato il consenso e non è obbligatorio il rinnovo.
Perché il diluvio di mail per il GDPR, posso ignorarlo?
Secondo Tony Vitale, responsabile regolazione, data e informazioni dello studio legale Winckworth Sherwood, gran parte delle mail inviate freneticamente dalle aziende in preparazione al GDPR per ottenere il rinnovo dei consensi è inutile. “Il consenso è soltanto uno dei sei criteri legali (alla base del trattamento di dati online ndr) – ha detto Vitale al Guardian – Gli altri sono un contratto, un obbligo legale, interessi vitali, pubblico interesse, interessi legittimi”.
L’articolo 171 del GDPR dice chiaramente che è possibile continuare a contare su un consenso esistente concesso in linea con le richieste del GDPR, e per questo non c’è alcun bisogno di rinnovare il consenso. L’unico accorgimento, “assicurarsi che il consenso di cui si dispone risponda agli standard richiesti dal GDPR e che i consensi siano documentati nel modo giusto”.
