La strategia di Bruxelles per combattere gli abusi sui minori va in contrasto con la direttiva sulla protezione dei dati personali, che l’esecutivo per questo vorrebbe scavalcare.
La strategia della Commissione per combattere gli abusi sui minori online andrebbe in contrasto con le nuove norme comunitarie in difesa della privacy e per questo Bruxelles starebbe pensando di sospendere queste ultime, anche se solo in parte e per cinque anni, in nome della lotta alla pedofilia.
La commissaria europea per gli Affari interni, Ylva Johansson, ha spiegato che il nuovo regolamento della direttiva e-privacy, che entrerà in vigore dalla fine di dicembre, ha “l’effetto non intenzionale” di rendere “illegale” alcune denunce che potrebbero essere fatte da privati e piattaforme online, per quanto riguarda video o materiale fotografico di tipo privato. Così facendo questo potrebbe avere come conseguenza che l’Ue dovrebbe “chiudere un occhio su quello che sta succedendo sugli abusi sessuali sui minori su Internet”, e “non possiamo lasciare che ciò accada”, ha detto parlando a Euronews. A sollevare il problema è stato il Garante europeo sulla protezione dei dati (Edps), contro cui la stessa commissaria si è scagliata….
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