Il Garante della Privacy è categorico sullo schema di provvedimento dell’Agenzia delle entrate che detta le regole tecniche per l’emissione e la ricezione delle fatture elettroniche per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti e stabiliti nel territorio dello Stato e per le relative variazioni.
Si tratta della disciplina ex art. 14 del decreto legge n. 124 del 2019, già oggetto di rilievi critici del Garante, che devono intendersi richiamati, ritenendo sproporzionata la memorizzazione di dati non fiscalmente rilevanti e inerenti la descrizione delle prestazioni fornite.
Si ricorda che l’articolo in commento consente di memorizzare i file delle fatture elettroniche fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione di riferimento o fino alla definizione di eventuali giudizi, per l’utilizzo da parte della GdF e dell’Agenzia anche per le attività di analisi del rischio e di controllo fiscale….
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