La ministra della Pa Fabiana Dadone: “Videosorveglianza come deterrente e per scoprire gli eventuali ‘furbetti del cartellino’. No alle impronte digitali, visti anche i rilievi del Garante della privacy”.
No alle impronte digitali, sì alla videosorveglianza nella pubblica amministrazione per contrastare e scoprire gli assenteisti. Lo prevede un pacchetto di proposte alla legge di Bilancio, messo a punto dalla ministra della Pa, Fabiana Dadone.
“La videosorveglianza sarà utilizzata come deterrente e per scoprire gli eventuali ‘furbetti del cartellino’. No alle impronte digitali, visti anche i rilievi del Garante della privacy: questo genera un risparmio stimato di 20 milioni di euro”, ha spiegato la ministra della pubblica amministrazione.
La decisione del ministero di inserire la videosorveglianza anti-furbetti della Pa arriva 5 giorni dopo la sentenza della corte europea dei Diritti umani che si è pronunciata sul ricorso di 5 dipendenti di una catena spagnola di supermercati contro l’installazione di telecamere nascoste da parte del datore di lavoro. La Grand Chambre della Corte di Strasburgo ha stabilito che non c’è stata violazione dei loro diritti alla privacy.
I cinque ricorrenti avevano in particolare sostenuto che non erano stata preinformati del fatto che ci fossero le telecamere. E la Corte ha stabilito che “c’era una chiara giustificazione per tale misura a causa del fatto che c’era un sospetto ragionevole di comportamenti scorretti”.
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