(Corte di Cassazione - V sezione penale - sent. 1311/2021)
Non sono rari i casi che si riscontrano di accesso a sistemi ed a Banche Dati “abusivi”, non finalizzati ai compiti cui è preposto chi accede pur essendo magari legittimato, in ragione del proprio ufficio, l’accesso ai sistemi, senza violazioni di password o credenziali, spesso attuato per pura “curiosità” ma con successiva diffusione dei dati. E’ ancora latente il concetto del rispetto dei dati personali e della riservatezza delle persone, in passato abbiamo assistito a diffusioni temporanee di dati delle dichiarazioni dei redditi, durate alcune ore ed occorre un’educazione al rispetto dei dati, anche se non “particolari” o “sensibili”, specie tra i giovani: ad esempio per diffondere ad un terzo un numero di cellulare un comportamento corretto sarebbe quello di chiedere al titolare dell’utenza un preventivo consenso, anche telefonico…
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