Sembra paradossale, ma l’azienda che ha fatto della condivisione delle informazioni la propria ricchezza oggi sembra davvero restia a condividere informazioni cruciali per milioni, forse miliardi di persone.
La commissione d’inchiesta della Congresso e del Senato americano che indaga sulla presunta campagna di propaganda russa per influenzare le ultime elezioni presidenziali statunitensi sembra essere preoccupata della mancanza di collaborazione sulle indagini da parte di Facebook. A rivelarlo è il Washington Post.
Tra le informazioni a cui danno la caccia gli investigatori di Capitol Hill c’è la versione integrale della famosa relazione che Facebook ha prodotto in primavera e che analizzava le rpesunte interferenze russe nella campagna elettorale americana: la relazione viene ancora tenuta segreta nella sua interezza dall’azienda di Menlo Park che si rifiuta di rilasciarla integralemnte.
Il “libro bianco” di 13 pagine, che Facebook pubblicò in aprile, rappresenta infatti un estratto di questa relazione interna più completa, che pero’ lascia scoperti dettagli critici su come l’operazione russa ha funzionato e sul come Facebook sia stato in grado di scoprirlo.
Leggi l’articolo originale Facebook’s openness on Russia questioned by congressional investigators
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