Negli Usa il re dei motori di ricerca può condizionare un quarto del risultato elettorale. Dietro la vittoria di Trump, la profilazione di tutti i 220 milioni di potenziali votanti. E in Italia? Lo racconta il mensile diretto da Peter Gomez nel numero di febbraio.
Il 4 marzo si avvicina e la campagna elettorale si infiamma, anche – o forse soprattutto – online. Ma internet è davvero in grado di condizionare il risultato elettorale? Negli Stati Uniti, dopo una serie di esperimenti durata anni, il professor Robert Epstein dell’American Institute for Behavioral Research and Technology ha stimato il solo Google può influenzare un quarto dell’elettorato, a seconda della quantità di notizie positive o negative su un certo candidato restituite dal motore di ricerca. Ma questo è solo un aspetto. Chi ha Gmail o servizi simili e account sui vari social network regala alla rete una mole di dati che, se opportunamente trattati, ne fanno il bersaglio perfetto per messaggi elettorali mirati e massimamente efficaci. Allora, dati alla mano, quanto pesa internet sul voto, anche da noi in Italia? E’ il tema di un’inchiesta di FqMillenniuM, il mensile diretto da Peter Gomez, attualmente in edicola con un numero tutto dedicato al dietro le quinte della campagna elettorale, compresa un’inchiesta sotto copertura di due giornalisti finti lobbisti nelle stanze del Parlamento.
FqMillennium racconta fra l’altro la storia di Alexander James Ashburner Nix, ceo di Cambridge Analytica, società specializzata in big data, che si intesta il merito – se tale si può definire – di aver fatto vincere Donald Trump nella corsa presidenziale degli Stati Uniti, contro tutti i pronostici e forse persino il buon senso. Come? Cambridge Analytica ha profilato e targetizzato 220 milioni di americani, cioè tutti gli adulti con diritto di presentarsi alle urne: censo, orientamento politico, propensione al voto, acquisti, comportamenti. Tutto raccolto e organizzato in grandi database. I messaggi politici da sottoporre, a quel punto, sono massimamente mirate: nel tuo quartiere le fogne non vanno? Colpa del governatore democratico. Sono aumentati i furti? Lottiamo per il tuo diritto ad avere armi. E via così. Attraverso lo studio psicometrico di cinque tratti fondamentali degli elettori, ricostruiti attraverso la raccolta di quanti più dati possibili su ciascuno di essi, Nix sostiene di essere in grado di dire non solo chi siamo, ma anche cosa ci può cambiare e smuovere.
Leggi l’articolo completo sul Fatto Quotidiano: Elezioni, quanto incidono sul voto Google, social e big data. L’inchiesta su FqMillennium in edicola
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