Un algoritmo è stato sviluppato per capire se i viaggiatori mentono e sarà utilizzato in via sperimentale al controllo passaporti in Ungheria, Grecia e Lettonia.
Un sorriso non servirà più a nulla. E nemmeno uno sguardo sicuro al poliziotto. Quello che bisognerà fare è dire la verità a un agente virtuale che non guarda in faccia a nessuno e allo stesso tempo osserva tutti i volti, analizza 38 caratteristiche diverse e stabilisce se il passeggero è sincero o mente. Aprendo, nell’ultimo caso, le porte di un interrogatorio più lungo, più approfondito e dall’esito incerto. Alla frontiera arriva la macchina della verità. Per ora in via sperimentale ai varchi (via terra, aria e mare) di Ungheria, Lettonia e Grecia i viaggiatori provenienti dagli Stati extra-Ue dovranno rispondere ad alcune domande a un algoritmo — dotato di fotocamera — fornendo i dati anagrafici e il motivo del viaggio. Il progetto si chiama «iBorderCtrl», parte da un software dei ricercatori della Metropolitan University di Manchester, è finanziato dalla Commissione europea con 4,5 milioni di euro e nasce con lo scopo di velocizzare i controlli nel blocco comunitario dove quest’anno sono attese 700 milioni di persone….
Fonte Corriere della Sera di Leonard Berberi. Vai all’articolo La macchina della verità vi aspetta in aeroporto
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