Il social network sta aggiornando l’informativa sulla privacy e sui cookie per adeguarsi al Regolamento Ue sulla Data Protection in vigore dal 25 maggio. Tra le novità: più facile sapere quali dati personali sono in possesso di LinkedIn, esclusione per gli hate speech e basta pubblicità occulta degli influencer, dichiarare se pagata.
LinkedIn si sta preparando a cambierà pelle, questa volta non sarà un restyling dell’interfaccia, ma l’adeguamento al Regolamento generale in materia di protezione dei dati (GDPR), che entrerà pienamente in vigore dal 25 maggio in tutti i Paesi dell’Unione Europa. Il Gdpr costituirà un vero cambio di passo per la gestione e tutela dei nostri dati personali, è una normativa che conferisce un controllo elevato dei propri dati personali a tutti i cittadini dell’UE, inclusi gli utenti LinkedIn. Per questo motivo il social network ha annunciato che già dall’8maggio cambieranno le condizioni di servizio, quindi modificherà l’informativa sulla privacy e quella sui cookie, ma anche quella sulla community professionale.
Se LinkedIn ha già annunciato come si adeguerà al Gdpr, non sappiamo ancora cosa farà, per esempio, Facebook. Che dovrà necessariamente modificare il modo in cui etichetta gli utenti dell’Ue in base ai dati personali sensibili: sul social network oltre il 73% è classificato con opinioni politiche, convinzioni religiose, appartenenza sindacale, origine etnica, dati sanitari, vita e orientamento sessuale senza avere il consenso espresso. Dal 25 maggio, il trattamento di questi dati sarà possibile solo con il consenso esplicito degli iscritti, come prevede l’articolo 9 del Regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali. Se non rispetterà questa norma, e questo vale per chiunque dovesse violare il Regolamento, Facebook rischierà una multa fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato internazionale annuo lordo.
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