Il prossimo avvento delle ‘driverless cars’ sul mercato globale si avvicina, ma le conseguenze sul fronte della privacy non sono ancora state considerate.
Le auto senza conducente saranno forse più sicure di quelle tradizionali, ma quel che è certo è che potranno diventare una vera miniera d’oro per le aziende a caccia di dati personali degli utenti. Un effetto collaterale che avrà di sicuro risvolti non secondari sul fronte della privacy. L’allarme arriva da Des Butler, professore australiano della Queensland University of Technology, secondo cui il nesso privacy-auto senza conducente (driverless cars) è un tema ancora inesplorato dal punto di vista della protezione dati, anche se il tempo stringe e le case automobilistiche spingono per lanciare sul mercato i primi modelli di auto senza conducente entro il 2020. Una data che vale per l’Australia ma indicativamente anche per il resto del mondo.
“Questi veicoli sapranno dove ti piace andare, qual è il tuo business, e da queste informazioni potranno facilmente costruire un tuo profilo – ha detto Butler al Guardian – Le persone utilizzeranno questi veicoli senza rendersi ben conto di quanti dati l’auto sarà in grado di generare su di loro e senza sapere in che misura questi dati potranno essere utilizzati”.
Leggi l’articolo originale: Driverless cars: safer perhaps, but professor warns of privacy risks
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