Autorità per la privacy accusa, esposti i dati di 311mila utenti.
L’autorità australiana per la protezione dei dati personali (Oaic) ha deciso di portare Facebook in tribunale per lo scandalo privacy di Cambridge Analytica, scoppiato agli inizi del 2018, che ha visto la società accusata di aver raccolto i dati di 87 milioni di utenti del social per profilarli in modo da mostrare loro pubblicità politica mirata durante la campagna per le presidenziali americane del 2016.
Lo riferisce l’Oaic in una nota diffusa stamani, in cui imputa al colosso californiano di aver “commesso gravi e/o ripetute interferenze con la privacy in violazione della legge australiana sulla privacy”.
L’Autorità sostiene che Facebook abbia divulgato illegalmente le informazioni personali degli australiani, quando ha condiviso i loro dati con l’app di Cambridge Analytica nel 2014 e 2015.
Facebook “ha lasciato i dati personali dei circa 311mila utenti australiani esposti all’essere venduti e usati per scopi tra cui la profilazione politica, ben oltre le aspettative degli utenti”, ha dichiarato la commissaria alla privacy Angelene Falk.
Alcune delle foto presenti su Privacyitalia.eu potrebbero essere state prese da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, lo possono segnalare via email alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.
© 2017-2018 Associazione Privacy Italia - C.F. 91039930192 - P. Iva 01685370197 - Informativa Privacy
Con il sostegno di: