Il codice sulla privacy proposto dal governo australiano per il settore pubblico è “fumo” per coprire una serie di fallimenti nella gestione dei dati sensibili e personali. A dirlo, senza mezzi termini, è l’ex presidente della Australian Privacy Foundation, Roger Clarke, già consulente dell’esecutivo in materia di privacy.
Il governo australiano aveva annunciato di voler dare più poteri al segretario australiano per la privacy, Timothy Pilgrim, attraverso un nuovo codice sulla privacy per tutti i dipartimenti e le agenzie pubbliche. Nel motivare la decisione, il governo aveva parlato di un “bisogno urgente” per quanto riguarda la regolamentazione dei dati sensibili, inclusi i contenziosi di censimento e di debito.
Ma Roger Clarke sostiene che il codice non risolverà questo tipo di problemi in futuro e “non otterrà nulla di positivo”.
“Il codice non è altro che fumo per coprire il fallimento delle agenzie governative nel rispettare i loro obblighi di lungo periodo”, ha dichiarato Clarke.
“Il solo scopo dell’annuncio è quello di deviare l’attenzione del media dalla realtà delle prestazioni non entusiasmanti dalle agenzie governative, dalla realtà delle fragili tutele dei nostri dati e da un decennio di fallimenti del Commissario per la Privacy incapace di esercitare i poteri disponibili per allineare le pratiche con le regolamentazioni vigenti“.
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