CEDU, le leggi finlandesi che richiedono il consenso per la raccolta di informazioni personali da parte dei testimoni di Geova, non violano la libertà religiosa.
Le autorità finlandesi non hanno violato i diritti religiosi dei testimoni di Geova etichettando come illegali le loro pratiche di raccolta dati durante le visite domiciliari, ha stabilito la Corte per i diritti umani di Strasburgo dopo un decennale tira e molla.
La decisione ha posto fine a una lunga e complicata disputa ricca di colpi di scena. Martedì scorso, la Corte di Strasburgo ha stabilito all’unanimità che la decisione finlandese che dichiarava illegale la raccolta di informazioni personali non comprometteva il diritto alla libertà religiosa dei Testimoni di Geova.
“La Corte ha ritenuto che le autorità nazionali avessero correttamente bilanciato gli interessi della comunità richiedente con i diritti degli individui per quanto riguarda le loro informazioni personali, ritenendo che fosse necessario ottenere il consenso”, ha scritto la Corte europea in…
Leggi l’articolo completo (in inglese).