Whatsapp attiva l’autenticazione con l’impronta digitale

Uno strumento utile contro tutti gli spioni: contro quelli che «fidarsi è bene, ma non fidarsi è meglio» e, ispirandosi a questa filosofia, si arrogano il diritto di frugare tra i messaggi sul telefono del proprio partner.

Fino a questo momento i fidanzati/e detective hanno avuto vita facile, potendo accedere alle chat Whatsapp del proprio partner solo sbloccando il telefono. Ora, però, il social dedicato alla messaggistica più famoso del mondo sta per aggiungere un’importante misura di sicurezza: l’autenticazione con impronta digitale.

La nuova funzione

Si tratta di una versione super aggiornata di Whatsapp, la 2.19.3, rilasciata in beta solo per Android. Per il momento. Già, perché molto presto, come confermato dal sito WABetaInfo, il Touch ID verrà introdotto anche per iPhone 8 e superiori, e il Face ID per iPhone X e superiori.

Per attivare la nuova funzione, basterà entrare nella sezione Privacy delle impostazioni Whatsapp e scegliere l’impronta digitale come filtro di sicurezza. Non sarà necessaria la registrazione dell’impronta, in quanto sarà utilizzata quella già presente nella memoria del dispositivo in uso. È possibile inserire più impronte, passando però dalle impostazioni del telefono.

A tutela della sicurezza

Attenzione: l’impronta digitale servirà solo per proteggere l’ingresso in app, e non successivamente per ogni singola conversazione. Come ulteriore sistema di protezione, WhatsApp offre anche la possibilità di accesso tramite PIN, nel caso l’impronta non venga riconosciuta o, semplicemente, non la si voglia attivare. Per il rilascio ufficiale dell’aggiornamento non è stata comunicata ancora una data ufficiale.

A ogni modo, l’impronta digitale come barriera a tutela della privacy rappresenta un progresso importante verso una maggiore sicurezza. Bisogna tener conto che presto Whatsapp (stando a voci di corridoio) potrebbe prevedere scambi di denaro in app, con una criptovaluta legata al dollaro americano.

Fonte: Psb Privacy e Sicurezza | di Giovanni Luca Montanino

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