Violazione privacy in Campania, ‘No al mutuo perchè ammalato’

Un ragazzo si è visto rifiutare un mutuo perchè i suoi problemi di salute sono stati scoperti attraverso i pagamenti bancari degli indennizzi riconosciuti in suo favore.

«Un ragazzo si è visto rifiutare un mutuo, ma è successo anche ad altri campani contagiati da sangue infetto a causa di una trasfusione avvenuta ormai decenni fa, durante un ciclo di cure oppure a seguito un intervento chirurgico. Vittime, questa volta, di una controversa violazione della privacy: gli ammalati non hanno ottenuto un prestito perché i problemi di salute sono stati scoperti attraverso i pagamenti bancari degli indennizzi riconosciuti in loro favore». Inizia così la battaglia legale, l’ennesima dopo lo scandalo. Come racconta l’avvocato Michele Scolamiero, «nella causale degli indennizzi, la Regione aveva infatti specificato la dicitura ex legge 210/92 associata alla causa del risarcimento per danno», tra cui un’infezione da Hiv, epatite o di altro tipo. «Facile individuarli tra i potenziali clienti». Una situazione «che ha dato luogo a discriminazioni e a una esclusione a priori, senza neanche procedere a una istruttoria per valutare se ci fossero le condizioni necessarie a stipulare una polizza sulla vita».

Non solo: «Per tutti gli altri, c’è stata comunque una diffusione indebita di un dato sensibile», afferma Scolamiero, che ha seguito il caso insieme con il collega Emilio Mignone, presentando istanze in tutte le sedi, fino a ottenere l’intervento della Corte di Cassazione per cancellare definitivamente quel riferimento normativo.

I 1500 euro a bimestre che la Campania e le altre regioni corrispondono agli ammalati devono essere «segreti»: i motivi dell’assegno vanno criptati in ogni dettaglio, proprio perché si tratta di dati relativi alla salute. I giudici supremi, afferma l’avvocato mostrando il provvedimento, «ci hanno dato ragione accogliendo quattro ricorsi con le sentenze emesse a sezioni unite», che hanno chiarito e unificato la giurisprudenza in materia. Altri 58 ricorsi erano stati infatti presentati in precedenza dallo stesso pool legale e hanno avuto a verdetti contrastanti. «In un caso – spiega Scolamiero – il Tribunale di Napoli ha anche riconosciuto un risarcimento simbolico di mille euro a persona». Ora, con questa sentenza, partiranno altre azioni giudiziarie: «Contro le banche e contro la Regione Campania, che solamente da circa un anno ha iniziato a criptare i dati di salute di queste persone, nonostante già nel 2008 il Garante della privacy fosse intervenuto contro questa condotta».

Leggi l’articolo originale «No al mutuo perché ammalato», in Campania privacy violata

Fonte: ilMattino.it | di Maria Pirro

© 2017-2018 Associazione Privacy Italia - C.F. 91039930192 - P. Iva 01685370197 - Informativa Privacy

Con il sostegno di:

Fondazione di Sardegna Fondazione Cariplo
Positive SSL