Violazione GDPR, Garante Privacy spagnolo multa La Liga

Multa da 250 mila euro per uso improprio dei dati degli utenti che utilizzano l’app ufficiale: microfono e GPS venivano utilizzati per scovare streaming pirata.

Si è aggiunto un ulteriore tassello allo scandalo che ha colpito circa un anno fa La Liga e la sua applicazione ufficiale. Il Garante della privacy spagnolo ha deciso di sanzionare per una somma pari a 250mila euro la società che gestisce il famoso campionato di calcio, colpevole di aver utilizzato in modo improprio i dati degli utenti al fine di individuare illegalità negli abbonamenti.

Tutti coloro che hanno scaricato l’applicazione – circa dieci milioni di utenti – utile per visualizzare in tempo reale i risultati delle partite sono difatti diventati inconsapevolmente dei potenziali “alleati” della Liga nell’individuare streaming non autorizzati dei match del campionato.

L’app, che richiede i permessi per utilizzare microfono e GPS, è in grado di captare l’audio ambientale così da rilevare se l’utente si trova in un esercizio pubblico che sta trasmettendo la partita. Come abbiamo già spiegato, i dati venivano quindi analizzati dalla società che verificava anche la posizione GPS in modo da capire se quel locale possedeva o meno un abbonamento valido alla diffusione delle gare.

Agli atti c’è quindi una vera e propria violazione del regolamento europeo per la protezione dei dati personali (il GDPR). Accusa dalla quale La Liga ha comunque già annunciato di volersi difendere. Secondo l’organizzazione guidata da Javier Tebas il consumatore finale deve autorizzare in modo esplicito l’accesso al microfono in almeno due passaggi, “per questo non si può attribuire a La Liga una mancanza di trasparenza su tale funzionalità” come si legge da una prima dichiarazione rilasciata a El Pais.

In sua difesa la società ha inoltre affermato che la tecnologia utilizzata fornisce una sorta di impronta acustica dell’ambiente circostante, inviata successivamente ai server come codice binario. In questo modo nessuna voce umana o conversazione può essere decifrata, riconosciuta né conservata. Tale procedura ha un fine legittimo: quello di salvaguardare i diritti audiovisivi e combattere la pirateria che ogni anno manda in fumo 400 milioni di euro.

L’autorità spagnola ha comunque disposto la rimozione dell’app entro il 30 giungo, mentre La Liga sembra avere già pronta una seconda versione che rinuncia questa volta alla funzionalità del del microfono.

Fonte: Dday.it | di Gaetano Mero

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