Videosorveglianza: le videocamere nei condomini vanno segnalate con cartelli chiari e visibili

La volontà del proprietario di un immobile di proteggere la sua abitazione deve conciliarsi con il diritto alla privacy delle persone. Ecco perché nel corso degli anni il legislatore ha posto dei limiti all’utilizzo delle videocamere. 

Negli ultimi anni l’installazione in prossimità dei punti di accesso all’abitazione di videocamere di sorveglianza ha registrato un boom, in parte favorito dai bonus fiscali (detrazione Irpef del 50%, da ripartire in 10 quote annuali di pari importo) messi a disposizione dal governo. Per proteggersi dai malintenzionati, proprietari di villette unifamiliari e anche i condòmini, decidono di investire su dispositivi sempre più sofisticati e dal prezzo oramai accessibile.
La videosorveglianza è un ottimo deterrente contro i ladri, ma già a partire dagli anni Novanta ci si è posti il problema di quanto tale sistema intralci le norme sulla privacy: se da un lato non si può vietare al proprietario dell’immobile di proteggere il proprio bene, dall’altro è opportuno assicurare il diritto alla riservatezza delle persone.

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Fonte: ilsole24ore.com | di Marco Panzarella, Matteo Rezzonico

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