Twitter, calo a Wall Street (-19%). Stop agli account falsi

La società ha lanciato l’allarme «follower» confermando le difficoltà dei social media a districarsi fra le fake news, i falsi account e le nuove norme sulla privacy. L’amministratore delegato della società, Jack Dorsey ha inoltre attribuito il calo degli utenti in parte all’entrata in vigore a maggio della direttiva europea sulla protezione dei dati (Gdpr). 

Un tonfo che segue quello di Facebook, che giovedì ha perso una capitalizzazione di mercato superiore all’intera Goldman Sachs. Il calo è dovuto all’opera di pulizia degli account falsi della piattaforma.

La società ha, infatti, lanciato l’allarme «follower» confermando le difficoltà dei social media a districarsi fra le fake news, i falsi account, le nuove norme sulla privacy e soprattutto la loro fatica ad affermarsi fra i giovanissimi, con i millenial che li considerano già obsoleti e guardano oltre. Nonostante sia la preferita da Donald Trump per parlare agli americani, Twitter ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto di 100,1 milioni di dollari contro la perdita di 116 milioni registrata nello stesso periodo del 2017 e ricavi in crescita del 24% su base annua a 711 milioni. Ma il numero degli utenti attivi mensili scende a 355, un milione in meno rispetto ai tre mesi precedenti ma in aumento del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. L’amministratore delegato della società, Jack Dorsey, ha detto che i risultati riflettono gli investimenti «nella salute a lungo termine» di Twitter, sottolineando gli sforzi della piattaforma per eliminare violenza e comportamenti inappropriati. Dorsey ha inoltre attribuito il calo degli utenti in parte all’entrata in vigore a maggio della direttiva europea sulla protezione dei dati (Gdpr). Il gruppo, infatti, nelle ultime settimane ha intensificato gli sforzi per eliminare gli account che promuovono la violenza o l’incitamento all’odio, e alcuni rapporti hanno suggerito che questo potrebbe ridurre la base di utenti di milioni di unità. La società ha affermato però che la maggior parte degli account bloccati sono stati revocati entro i primi 30 giorni, e quindi non fanno parte del conteggio del numero di utenti.

Al crollo di Twitter si contrappone, intanto, la volata di Amazon, che forte degli utili record aggiorna i suoi massimi storici. Il colosso di Jeff Bezos chiude il secondo trimestre con utili in crescita a 2,53 miliardi di dollari, 197 milioni di dollari in più rispetto a un anno fa. Le entrate sono invece aumentate 52,89 miliardi di dollari, un po’ meno dei 53,41 miliardi di dollari previsti. Il balzo degli utili è guidato, come accaduto negli ultimi trimestri, soprattutto da servizi come il cloud computing, i servizi forniti ai venditori sul sito e la pubblicità.

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