Tutto quello che il movimento dei nostri smartphone può rivelare

Bastano poche applicazioni e i software giusti affinché le aziende possano ottenere informazioni mirate sugli utilizzatori degli smartphone.

Per gli utenti della Rete la privacy è un tema sempre più rilevante: lo sanno bene i grandi operatori del web, che nel timore di perdere quote di mercato stanno limitando sempre di più l’accesso ai dati di navigazione degli utenti. Google per esempio già a gennaio aveva annunciato l’intenzione di escludere da Chrome tutti i cookies di terze parti, cioè quei piccoli software utilizzati dalle aziende della pubblicità online per seguire gli utenti durante la navigazione e profilarne il comportamento.

 E la concorrenza? Questi provvedimenti creano difficoltà non tanto ai big della Rete, che possono comunque risalire a gusti e abitudini degli utenti analizzando i dati che questi ultimi generano direttamente sui loro sistemi, quanto alle aziende cosiddette “di secondo livello” come i network pubblicitari, che per “studiare” le abitudini degli utenti avrebbero bisogno dei dati di navigazione registrati dai browser di proprietà dei primi.

E mentre nelle aule di tribunale si discute sulla legittimità di questi provvedimenti, che avvantaggiano alcune aziende a scapito di altre, gli operatori più piccoli cercano modi sempre più creativi e tecnologici per aggirare i blocchi.

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Fonte: focus.it | di Rebecca Mantovani

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