Termocamera in campeggio, come funziona? Quesito di Anna Q.

L’accertamento e la raccolta di informazioni relative ai sintomi tipici del Coronavirus spettano agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile.

Quesito

Nell’ipotesi eventuale di una futura apertura per la stagione estiva di alcune strutture turistiche nello specifico campeggi e villaggi durante emergenza covid, come si deve adeguare rispetto al normative previste in materia di tutela della privacy il titolare della struttura che per la misurazione della temperatura decide di installare la termocamera?

Ma soprattutto, sempre in materia di privacy ,esistono delle procedure che tutelino il titolare della struttura stessa che in seguito alla rilevazione della temperatura alta del cliente debba necessariamente attuare delle procedure di intervento?

Ringraziando in anticipo per le preziose informazioni auguro a tutte le strutture turistiche italiane e non una veloce ripresa del settore.

Anna Q.

 

Risposta

La risposta a cura della

Dott.ssa Francesca Zuccari

DPO at MBS S.r.l.

Gentilissima Anna, vorrei cogliere anch’io l’occasione di esprimere la mia vicinanza e solidarietà a tutti coloro che in questo momento stanno soffrendo le drammatiche conseguenze sociali ed economiche derivanti da questa attuale situazione. Risponderò al quesito in oggetto ricollegandomi ad un mio precedente articolo in cui ribadivo il fatto che a fronte di situazioni di emergenza, la salute delle persone deve trovare giusto contemperamento con il diritto alla privacy del singolo (Regolamento UE 2016/679 – articolo 9 paragrafo 2 lettera i). In Italia, dopo la Protezione Civile e altre Istituzioni pubbliche, anche le grandi aziende, in vista della futura riapertura delle fabbriche, tra le varie misure di prevenzione e protezione si stanno dotando di termocamere per gestire i flussi dei dipendenti una volta riavviate le attività. Nel momento in cui scatterà la decisione di riapertura delle strutture estive, credo che per queste troverà applicazione la stessa regola fin qui esplicitata. Tuttavia, le termocamere non rappresentano una soluzione globale, ma potrebbero piuttosto essere integrate in un più ampio processo di salute pubblica e sicurezza che coinvolge lo screening e la diagnosi. Comunque, non solo questa tecnologia presenta problemi di privacy ma la finalità di prevenzione dalla diffusione del Coronavirus dovrebbe essere svolta solamente da soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato. L’accertamento e la raccolta di informazioni relative ai sintomi tipici del Coronavirus e alle informazioni sui recenti spostamenti di ogni individuo spettano agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile, che sono gli organi deputati a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica recentemente adottato.

Dott.ssa Francesca Zuccari

DPO at MBS S.r.l.

Fonte: Privacy Italia | di Giuseppe Micelo

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