Telemarketing, tutte le bufale di chi chiama

Tutti i trucchetti dei call center per raggirare l’utente: “Chi le ha dato il mio contatto?”. Risposta: “E’ stato lei, ha cliccato sul banner”.

«Chi le ha dato il mio numero?». Un attimo di silenzio. Poi l’operatore di call center risponde, senza esitazione: «Nessuno». Non è la scusa più fantasiosa sentita durante i mesi di campagna contro le chiamate moleste. Di sicuro, una delle più bizzarre.

Nei giorni in cui il Senato decide se approvare, con un iter accelerato, la legge che dovrebbe riformare la legge sul telemarketing – proprio grazie alla campagna de Il Tirreno – vi vogliamo proporre una serie di scuse, improbabili, incredibili, azzardate che abbiamo collezionato da call center, particolarmente aggressivi. Scuse usate come risposta a una stessa risposta di abbonati: «Scusi, chi le ha dato il mio numero di telefono? Il numero che sta usando per questa chiamata commerciale che io non desidero ricevere?».

NESSUNO, TI GIURO NESSUNO

La telefonata arriva sul cellulare. Chiama il numero 02/2155173. «Buongiorno, lei è il signor….titolare della linea fissa?». Un attimo di perplessità. L’abbonato risponde: «Sa che mi sta chiamando a un cellulare, vero? Di quale linea fissa, parla?». La replica arriva come una ricorsa, da un operatore con un accento straniero: «Lei era nostro cliente Telecom Italia per la linea fissa». «Mai stato. E comunque, chi le ha dato il mio numero?». la conversazione si trasforma in un ping pong: «Nessuno». «Se non glielo ha dato nessuno, come fa a chiamarmi?». La linea cade.

 
IL CONCORRENTE AUTOLESIONISTA

Incredibile, eppure vera. «Buongiorno, sono di Green Network e le vorrei proporre una tariffa di energia a 7 centesimi….». Una valanga di parole, appena si preme il tasto di risposta. «Scusi, scusi: prima di qualunque opzione, proposta, offerta: mi dice come ha avuto il mio numero di telefono, visto che non sono neppure vostra cliente?». L’operatrice di call center non si fa prendere in castagna. «Infatti. Ce lo ha dato Enel». Ora viene il divertimento. «Le sembra logico che un concorrente diretto vi dia i numeri di telefono dei propri clienti per farseli portare via? Per favore chi le ha dato il mio numero?». Per nulla turbata, l’operatrice fa finta di informarsi… «Scusa Carla chi ce lo ha dato il numero della signora?». La risposta non arriva, perché la linea cade.

IL BANNER GALEOTTO

Questa scusa viene utilizzata spesso da Forex, una società che propone investimenti on line. Di solito, gli operatori parlano a una velocità supersonica, chiamano dall’estero, perfino da Londra, sono stranieri e non sempre educati. Ma soprattutto si meravigliano se un abbonato dice di non aver mai sentito parlare della loro società. Sono molto loquaci e prodighi di informazioni, fino a quando arriva la domanda fatale: «Come ha avuto il mio numero?». La risposta standard è: «Ha cliccato su un banner pubblicitario». Ora è difficile spiegare come cliccando su un banner pubblicitario, anche per errore, da computer si possa lasciare il proprio numero di telefono. «Scusi, non ho cliccando su alcun banner pubblicitario». «Sì lo ha fatto, ma non se ne è accorta». «Davvero? Mi sembra difficile, visto che non ho il computer». Allora passa il contrattacco: «Neppure una connessione a Internet?» (sottindendendo tramite cellulare o tablet). «No. E ora vorrei una spiegazione». «Aspetti le passo i tecnici». La linea è caduta. La connessione con Londra non è buona di questi tempi.

IL COMPUTER

«Buongiorno la chiamo per un’offerta di Fastweb». Nessun nome, nessuna indicazione del call center. Pazienza. «Buongiorno, mi dice come si chiama?». «No, non sono obbligata. Perché lo vuole sapere?». «Perché lei mi sta chiamando su un cellulare privato. E io ho il diritto di sapere chi mi cerca, su un un numero che non si trova sull’elenco telefonico. Anzi, ora che ci penso, ho anche diritto a sapere chi le ha dato il mio numero». Un respiro quasi di sollievo. Facile questa risposta, sembra pensare l’operatrice di call center: «Il computer», spara in meno di un secondo l’addetta. «Scusi, il mio cellulare non è pubblicato sul computer». Allora il tono si fa condiscendente: «Il suo numero è nel computer. Noi non componiamo i numeri: ce li seleziona ilprogramma in automatico». Bene, ora sappiamo come funziona il programma. «A questo punto non le resta che dirmi dove il programma prende questi numeri, compreso il mio. Come si chiama lei, la società per la quale lavora, il suo call center, insomma, e la società che le ha commissionato questa telefonata». La spiegazione la possiamo chiedere al computer.

TUTTA COLPA DELLA TESSERA DEL SUPERMERCATO

Questa spiegazione la usano i call center più esperti. Quelli che sono già in attività da tempo. «Chi le ha dato il mio numero?». «Lei». «Ma se non ci siamo mai sentiti». «Infatti. Ma lei ha sottoscritto una tessera di supermercato. E in quell’occasione ha autorizzato l’utilizzo dei suoi dati a fini commerciali. Così il suo numero è stato venduto». Dite di non avere tessere e il gioco è (quasi fatto).

ELIMINARE GLI SCOCCIATORI

In attesa della riforma del telemarketing, per provare a difendersi bisogna: a) iscriversi al Registro delle Opposizioni (se si ha un telefono fisso con numero pubblicato in elenco); b) appellarsi all’articolo 7 del Codice della Privacy: ci autorizza a chiedere di sapere chi ha dato il numero alla società che ci sta chiamando; chi ci sta chiamando e per conto di chi; a pretendere (con richiesta anche telefonica) di farsi cancellare dalla lista usata per chiamarci.

Altrimenti l’alternativa è la segnalazione al Garante della Privacy o la denuncia all’Autorità giudiziaria.

 

Fonte: Il Tirreno | di Ilaria Bonuccelli

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