Telemarketing: registro delle opposizioni in Commissione al Senato

Il 7 e l’8 febbraio operatori e sindacati di categoria in Commissione Ottava al Senato per l’esame dei Ddl che richiedono il potenziamento del registro delle opposizioni.

Proseguono in Senato, in Ottava Commissione Lavori Pubblici e Telecomunicazioni, le audizioni informali nell’ambito dell’esame congiunto dei Ddl 2452, 2545 e 2603 per il potenziamento del registro delle opposizioni. Domani sarà la volta degli operatori Telecom Italia, Wind Tre, Fastweb, Vodafone Italia mentre fra due giorni sarà il turno dei sindacati di categoria.

L’obiettivo comuni dei tre disegni di legge – ma anche di un emendamento ad hoc presente nel Ddl Concorrenza (2085), che però è ancora fermo ai box e sarà in aula al Senato fra il 28 febbraio e il 2 marzo – è portare avanti il dibattito sull’ampliamento del registro delle opposizioni, gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni (FUB) a tutti i numeri non presenti negli elenchi pubblici, aprendo all’iscrizione delle numerazioni mobili finora escluse in linea con quanto da tempo auspicato dal Garante Privacy.

La scorsa settimana sono state sentiti alcuni player del settore call center, fra cui Consodata e Assocontact, che rappresenta la gran parte dei contact center in outsourcing nel nostro paese e rappresenta circa 40mila addetti del settore. Quest’ultima, che si è data un codice etico di autoregolamentazione per evitare il fenomeno del telemarketing selvaggio ai danni dei consumatori, ha espresso qualche perplessità rispetto rispetto al ddl 2545, all’articolo 2 comma 1 lett. b capoverso 3 bis, limitatamente alla previsione secondo cui “l’iscrizione al registro comporta la cancellazione automatica di tutti i consensi dati precedentemente dall’interessato per le telefonate commerciali, anche se il consenso è stato espresso con strumenti diversi dall’iscrizione negli elenchi telefonici pubblici”.

Per Assocontact (qui il Pdf dell’audizione del primo febbraio), “Azzerare i consensi di default per le nuove iscrizioni al registro creerebbe un fenomeno distorsivo della concorrenza, disorientando il mercato, e non contribuirebbe al blocco delle pratiche commerciali e informative avviate per mezzo della cessione dei propri dati a soggetti terzi, dal momento che tali pratiche proseguirebbero comunque e non solleverebbero l’utente dal disturbo arrecatogli”.

Assocontact propone dunque di prevedere per legge la possibilità di effettuare l’attività di telemarketing grazie a liste composte da nominativi “consensati”, fondate cioè sul consenso prestato fino alla scadenza naturale dello stesso. Per i nuovi iscritti al registro, sarebbe auspicabile prevedere un arco temporale fissato per legge (dai sei ai dodici mesi successivi l’iscrizione) durante il quale permanga l’accordo del consenso e che, una volta trascorso, consenta la funzionalità a pieno regime dell’iscrizione al registro.

Vedremo come andrà a finire, la speranza dei consumatori è che nuove norme più stringenti in termini di tutela della privacy entrino in vigore al più presto.

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