Telecamere e Privacy: le 4 regole del Garante

E stato introdotto un credito d’imposta per chi ha installato le telecamere per la videosorveglianza. Il Garante spiega come accedere all’agevolazione.

Dopo un lungo iter, le Entrate hanno diramato il provvedimento che apre la finestra per accedere all’agevolazione rivolta alle persone fisiche che hanno effettuato i lavori nel 2016. Dal 20 febbraio al 20 marzo le domande andranno presentate in via telematica. Fondo da 15 milioni, in base alle richieste si ripartiranno le risorse.

La Stabilità per il 2016 ha introdotto un credito d’imposta per chi ha installato le telecamere per la videosorveglianza, sistemi di allarme o vigilanza e finalmente si apre la finestra per accedere all’incentivo: tra il 20 febbraio e fino al 20 marzo prossimo sarà possibile inoltrare in via telematica la richiesta per usufruire del credito in compensazione. Sono state le Entrate a dare vita a un provvedimento, diffuso martedì 14 febbraio, che ha stabilito i termini entro i quali fare richiesta per sfruttare l’incentivo. Ma resta ancora ignota la percentuale di spese che si potranno trasformare in credito d’imposta.

D’altra parte, la genesi di questa agevolazione è stata piuttosto laboriosa. Introdotta dalla Manovra per il 2016 a favore delle persone fisiche che abbiano installato sistemi per prevenire le attività criminali, con una dotazione di 15 milioni di euro, si era incamminata nel suo percorso di attuazione al Mef. Poi – nel dicembre scorso – la palla è stata girata dal Tesoro alle Entrate: a queste ultime è stato affidato il compito di diramare un provvedimento per dettagliare i criteri di accesso all’incentivo e come suddividere le risorse a disposizione. Per questa ragione, una volta che saranno arrivate le richieste di accedere al credito d’imposta, si potrà ripartire il tesoretto e stabilire l’esatto ammontare della agevolazione fiscale prevista. Quest’ultima non può essere comunque cumulata con le altre detrazioni, ad esempio quelle per le ristrutturazioni, rendendo conveniente la verifica di cosa sia meglio per il contribuente. I punti fermi sono che il credito può esser vantato dalle persone fisiche che abbiano installato i sistemi “non nell’esercizio di attività di lavoro autonomo o di impresa”. Qualora le spese riguardino interventi presso immobili da uso promiscuo, il credito potrà esser sfruttato ma per un importo dimezzato.

TELECAMERE E PRIVACY: le 4 regole del Garante

Il provvedimento delle Entrate ha chiarito che la domanda va presentata “utilizzando l’apposito software gratuito ‘Creditovideosorverglianza’”, che sarà attivato sul sito www.agenziaentrate.gov.it. Spiega l’Agenzia: “Al canale telematico possono accedere tutte le persone fisiche che nel 2016 abbiano sostenuto spese per sistemi di videosorveglianza digitale o di allarme oppure spese connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza a protezione di immobili non adibiti ad attività d’impresa o lavoro autonomo”. Ecco cosa hanno dettagliato dall’Agenzia:

Come accedere al credito d’imposta – Nella domanda vanno indicati il codice fiscale del beneficiario e del fornitore del bene o servizio, nonché numero, data e importo delle fatture relative ai beni e servizi acquisiti, comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto. Occorre inoltre specificare se la fattura è relativa ad un immobile adibito promiscuamente all’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo e all’uso personale o familiare del contribuente. In questo caso il credito d’imposta spetterà nella misura del 50%. I contribuenti possono comunque presentare un’unica richiesta comprensiva dei dati di tutte le spese sostenute nel 2016 e, nel caso in cui siano presentate più istanze da un medesimo soggetto, sarà ritenuta valida l’ultima istanza presentata che sostituisce e annulla le precedenti domande.

Un credito d’imposta da usare in compensazione – L’agevolazione, istituita con la legge di Stabilità 2016, prevede il riconoscimento di un credito d’imposta alle persone fisiche che nel corso del 2016 abbiano sostenuto spese per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme, nonché per le spese connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza dirette alla prevenzione di attività criminali. Le spese devono riguardare immobili non utilizzati nell’attività d’impresa o di lavoro autonomo e, in caso di uso promiscuo, il credito spetta nella misura del 50%. Il beneficiario può utilizzare il credito d’imposta maturato in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.lgs. n. 241/1997, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Le persone fisiche non titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare il credito spettante anche in diminuzione delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi.

Misura del credito – Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura percentuale che sarà resa nota con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanarsi entro il 31 marzo 2017, risultante dal rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e il credito d’imposta complessivamente richiesto.

Fonte: Repubblica | di Raffaele Ricciardi

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