Sul caso della sanità inglese Google ha passato la linea rossa

 Nel 2010 Eric Schmidt, dirigente di Google, aveva dichiarato alla rivista The Atlantic che “la politica di Google è quella di arrivare fino al limite della linea rossa senza attraversarla … sappiamo dove sei, sappiamo dove sei stato, possiamo più o meno sapere a cosa stai pensando”.

Non sappiamo dire se volontariamente o meno, ma Google sembra averla oggi attraversata quella linea rossa con conseguenze pericolose per i pazienti ovunque nel mondo. La grande G ha, infatti, collaborato con un progetto medico britannico che coinvolgeva più di un milione di pazienti e che era stato efficacemente tenuto nascosto al pubblico fino a poco tempo fa. La totale mancanza di interesse verso le tematiche della privacy dei pazienti e verso il consenso informato di cui quei pazienti avevano diritto rappresenta un vero e proprio sfruttamento e un’offesa nei confronti di questi pazienti. Soprattutto rappresenta un monito per il futuro e, a meno che non venga prestata maggiore attenzione alla protezione dei dati soprattutto quando hanno a che fare con l’universo della sanità, il pubblico e i pazienti saranno a rischio in futuro.

Anche quello di Google, infatti, era cominciato, come tanti esperimenti medici noti, con le migliori intenzioni.

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Fonte: Chicago Tribune | di Cory Franklin

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