Street photography, possibile senza consenso se non viene diffusa?

Domanda di Mario L.:

Buongiorno, è possibile fotografare una persona in luogo pubblico (ad esempio nel caso di street photography), senza il suo consenso se l’immagine NON viene diffusa/pubblicata ma conservata esclusivamente nel mio PC o Hard Disk esterno?

Il soggetto ritratto ha il diritto di verificare come tratto e archivio i miei file (in termini di sicurezza e per quanto tempo) ed eventualmente chiederne la cancellazione?

Grazie!

Risposta dell’Avvocato Mauro Buontempi, Vice Presidente Associazione Europea Protezione dati

Il genere fotografico della street photography si propone di riprendere le persone in situazioni spontanee e reali per immortalarne la quotidianità. Tale attività deve fare i conti da un lato con il c.d. diritto all’immagine (diritto fondamentale della persona umana) e dall’altro con la normativa privacy che qualifica come dato personale qualsiasi riproduzione di suono o immagine relativo a persone fisiche. Scattare una fotografia ad una persona è considerato trattamento dei dati personali (art. 4 GDPR) così come costituisce trattamento anche la conservazione della stessa foto. Generalmente tali trattamenti necessitano del consenso informato della persona interessata ma lo stesso GDPR prevede all’art. 6 che il consenso non sia necessario laddove il titolare del trattamento (nel nostro caso lo street photographer) persegua un interesse legittimo che non sia in contrasto con i diritti, le libertà fondamentali, la dignità o qualunque altro legittimo interesse della persona fotografata. Gli interessi legittimi del fotografo sono indicati dall’art. 85 del GDPR che al paragrafo 2 parla di trattamento effettuato “a scopi giornalistici o di espressione accademica, artistica o letteraria”. In questi casi gli Stati membri dell’Unione prevedono esenzioni o deroghe alle disposizioni del GDPR in tema di protezione dei dati personali quando ciò sia necessario per conciliare tale posizione e quella della libertà di espressione e di informazione. L’art. 136 del Codice Privacy statuisce inoltre, adeguandosi al Regolamento (UE) 2016/679, che il trattamento è lecito anche senza previo consenso se “finalizzato esclusivamente alla pubblicazione o diffusione anche occasionale di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero anche nell’espressione accademica, artistica e letteraria”.

Nella sua attività il fotografo dovrà applicare comunque il principio della minimizzazione dei dati, che devono essere adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità per le quali sono trattati, (art. 5 GDPR) e quello della proporzionalità con relativo bilanciamento degli interessi delle parti (Considerando n. 4 GDPR).

Per quanto concerne le modalità di trattamento dei dati (modalità di conservazione delle fotografie e durata della conservazione), nonché tutti i diritti della persona fotografata, compreso quello della cancellazione (art. 17 GDPR) tali informazioni devono essere rese all’interessato attraverso una adeguata e completa informativa (artt. 13 e 14 GDPR).

Nella eventualità in cui l’attività fotografica viene svolta a carattere esclusivamente personale o domestico, e quindi le foto non vengono pubblicate ma conservate privatamente, le norme del GDPR non trovano alcuna applicazione (art. 2 GDPR).

Avvocato Mauro Buontempi

Vice Presidente Associazione Europea Protezione dati

 

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