Startup e dati: come i big data sono il business del terzo millennio

Sono in aumento le realtà che cercano di valorizzare i dati digitali a favore degli utenti, come start up  che remunerano ogni dato ceduto alle piattaforme online. Nel 2018 è nata, ad esempio, l’italiana Weople, l’applicazione creata da Silvio Siliprandi, che ambisce a diventare una vera e propria “banca dei dati.

Quanto valgono i dati digitali che ogni giorno produciamo mettendo like a un post sui social network, facendo acquisti su un sito di e-commerce o prenotando un volo aereo per le vacanze? E soprattutto, è possibile trarre da questa marea di informazioni cedute un guadagno che vada oltre la gratuità dei servizi digitali? Sono questi gli interrogativi che sempre più spesso attanagliano gli utenti nell’era digitale e a cui non è ancora semplicissimo fornire una risposta. Ultimamente però, e per fortuna, la sensibilità su questi temi è aumentata esponenzialmente. E chissà che oltre a toglierci qualche dubbio su questi temi, il futuro non riesca a redistribuire in modo più equo il reale valore generato dai big data.

La “data monetization” – L’attenzione crescente degli utenti per la difesa dei dati personali è senza dubbio un trend positivo per l’evoluzione dell’economia digitale. Ed è in questo contesto che si inserisce la nascita di realtà che hanno fatto della valorizzazione dei big data a vantaggio degli utenti una missione. È il caso dell’italiana Weople, l’applicazione lanciata a fine 2018 da Silvio Siliprandi che ambisce a diventare una vera e propria “banca dei dati”. La nascita di Weople è strettamente legata all’avvento del Regolamento europeo sulla privacy meglio noto con la sigla Gdpr (General data protection regulation), come racconta lo stesso Siliprandi: «Ho avuto la fortuna di leggere le bozze del Gdpr nel periodo in cui l’Unione europea stava cercando feedback e suggerimenti. Ho iniziato a chiedermi come avrei potuto aiutare le persone a essere protagoniste di questo grande cambiamento. E così è nata l’idea di creare la prima banca dati degli utenti, mettendo insieme le informazioni di tutti in modo anonimo e investendole sul mercato per farle fruttare. Tutto ciò con un approccio etico».

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