Si può videosorvegliare il proprio appartamento? Ecco le linee guida

L’installazione delle telecamere per la videosorveglianza del proprio appartamento è lecita purchè altre misure di tutela risultino inefficaci o inutilizzabili.

Se ci si chiede quali siano le autorizzazioni necessarie per installare telecamere per la videosorveglianza del proprio appartamento, va detto che l’installazione è lecita senza bisogno di alcuna autorizzazione (occorrerà solo dare adeguata informativa attraverso appositi cartelli) se la videosorveglianza è necessaria, proporzionata allo scopo di tutela che si persegue ed abbia una finalità determinata e legittima.

Quando si può installare una telecamera per sorvegliare la propria casa?

Soprattutto negli ultimi tempi si è assistito ad una proliferazione di telecamere installate da privati per tutelare la sicurezza e la integrità delle proprie persone e dei propri beni.

Ma occorrono autorizzazioni per installare telecamere di questo tipo?

In realtà, nessuna autorizzazione è necessaria a condizione che la videosorveglianza:

  • sia lecita (cioè rispetti le norme sul trattamento e conservazione dei dati personali);
  • sia necessaria (cioè sia finalizzata ad uno scopo non superfluo e non eccessivo);
  • sia proporzionata (cioè siano effettivamente insufficienti oppure inutilizzabili altre misure di protezione quali, ad esempio, allarmi o controlli di società di sorveglianza ecc. e sia limitata allo stretto necessario l’estensione dell’area da sottoporre a sorveglianza).

Pertanto, è da escludere che possano installarsi telecamere al solo scopo di esibire uno status o se non sussistano in concreto effettivi pericoli nell’area circostante alla inquadratura oppure se esse siano eccessivamente invadenti nelle dimensioni oppure per ciò che concerne la dimensione dell’area inquadrata.

Come dare l’informativa della presenza della telecamera e per quanto tempo conservare le immagini?

Si è detto che se la videosorveglianza ha le caratteristiche indicate nel paragrafo precedente non occorrono autorizzazioni per installare telecamere allo scopo di tutelare il proprio appartamento e chi vi risiede.

Abbiamo anche aggiunto, però, che deve essere fornita adeguata informativa della presenza della telecamera e, cioè, della esistenza di un sistema di videosorveglianza dal quale si può essere ripresi.

L’informativa, che va data apponendo nelle immediate vicinanze della telecamera i cartelli reperibili anche presso i comuni ipermercati, deve fornire gli elementi indispensabili individuati dal Garante della privacy e cioè da chi sia effettuata la rilevazione e/o la registrazione e per quale scopo, con l’aggiunta del riferimento all’articolo 13 del Codice per la protezione dei dati personali e della immagine, in evidenza, di una videocamera.

Infine, se oltre alla rilevazione istantanea delle immagini, la telecamera è utilizzata per conservare le immagini rilevate, anche la conservazione sarà considerata lecita se effettuata nel rispetto del principio di proporzionalità.

Decorso questo lasso di tempo, le immagini andranno cancellate.

Naturalmente nel caso in cui la visione delle immagini costituisca fonte di prova per la repressione di reati, esse potranno anche essere conservate per più tempo e anche sequestrate su provvedimento dell’autorità giudiziaria o su richiesta della polizia giudiziaria.

Ciò significa che la conservazione delle immagini deve protrarsi solo per il tempo strettamente necessario allo scopo di tutela per cui la videosorveglianza è effettuata.

Nell’ambito, perciò, di una videosorveglianza finalizzata alla tutela della integrità dei membri di una famiglia e del proprio patrimonio, la conservazione sarà lecita nel limite di qualche ora o, al più delle ventiquattro ore.

Fonte: La Legge per Tutti.it | di Angelo Forte

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