Si può fare causa per spam?

Quesito:

Salve, Vi vorrei chiedere se fosse possibile intentare una causa di richiesta di risarcimento danni per le e-mail indesiderate (cd. Spam).

Silvia M.

Grazie

 

Risposta:

 

Gentile Silvia, la questione che Lei ha posto all’attenzione della nostra rubrica non riguarda altro che una particolare modalità commerciale che consiste nell’invio di messaggi pubblicitari, ripetuti e non sollecitati, che vengono trasmessi prettamente tramite posta elettronica. Alla luce del GDPR e dell’art. 130, comma 1, del Codice Privacy come modificato dal D.lgs. 101/2018, la pratica dello spam è vietata. Infatti, la trasmissione di materiale pubblicitario, di vendita diretta e di comunicazione commerciale è possibile solo se sussiste il consenso preventivo dell’utente. Difatti, come previsto dall’articolo 4 del GDPR, quale condizione di liceità del trattamento stesso, questo sistema richiede un preventivo consenso dell’interessato che rappresenti una manifestazione di volontà libera, specifica, informata ed inequivocabile. In assenza dello stesso, sarebbe dunque illegittimo l’invio di materiale pubblicitario con i suddetti strumenti. Pertanto, nonostante la violazione delle regole sulla pubblicità configuri una lesione della privacy, secondo una sentenza[1] della Cassazione, lo spamming non è reato se il destinatario non subisce un danno effettivo, reale e attuale. «Il danno alla persona offesa, che può essere anche morale – scrive la Cassazione – deve essere previsto e voluto o comunque accettato dall’agente come effetto della propria condotta, mentre resta escluso il dolo eventuale». Di conseguenza, l’illecito trattamento si configura soltanto di fronte ad una concreta lesione nella sfera personale o patrimoniale del titolare dei dati. In conclusione, ricevere una e-mail pubblicitaria non è un danno sufficiente a consentire un’azione di risarcimento. 

Dott.ssa Francesca Zuccari

DPO at MBS S.r.l.

[1]SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONE III PENALE, Sentenza 20 giugno – 10 ottobre 2019, n. 41604.

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