Scrivono al praticante, divulgando irregolarità del consulente. Si può fare? Domanda di Roberto C.

Domanda di Roberto C.:
Salve, sono un Consulente del Lavoro, un aspirante tirocinante ha chiesto l’iscrizione al mio Ordine Provinciale indicandomi come Studio di Accoglienza, previa mia autorizzazione che prevedeva il domicilio di tutte le comunicazioni presso il mio indirizzo mail. Orbene il mio Ordine ha rigettato la richiesta del tirocinante rispondendo allo stesso e non al mio indirizzo e motivando e dettagliando al praticante una mia irregolarità che invece doveva essere comunicata a me e non poteva essere divulgata. Si può configurare violazione dei dati personali e/o sensibili la tale cosa?
Ringraziando anticipatamente e disponibile ad ulteriori chiarimenti porgo distinti saluti.

 

Risposta del Dott. Giuseppe Miceli – Segretario Generale di Privacy Italia

Egr. Consulente del lavoro, 

il quesito che pone alla nostra attenzione evidenzia come – ancora – sia necessario fissare i principi cardine sui quali deve basarsi il trattamento dei dati personali, che sono sanciti all’articolo 5 del Regolamento (UE) 2016/679 e che si possono schematizzare come segue:

  • liceità, correttezza e trasparenza del trattamento, nei confronti dell’interessato;
  • limitazione della finalità del trattamento, compreso l’obbligo di assicurare che eventuali trattamenti successivi non siano incompatibili con le finalità della raccolta dei dati;
  • minimizzazione dei dati, quindi i dati devono essere adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario rispetto alle finalità del trattamento;
  • esattezza e aggiornamento dei dati, nonché tempestività nella cancellazione dei dati che dovessero risultare inesatti rispetto alle finalità del trattamento;
  • limitazione della conservazione rispetto alle finalità per le quali è stato effettuato il trattamento;
  • integrità e riservatezza, in termini di garanzia e sicurezza adeguata dei dati personali oggetto del trattamento.

Ciò detto, stando alla circostanza da lei descritta, emergerebbe che il titolare del trattamento non avrebbe rispettato i predetti principi, segnatamente, in termini di:  

minimizzazione dei dati, limitazione della finalità del trattamento e, ancor più, in termini di riservatezza. Una condotta privacy compliant sarebbe stata quella di comunicare al tirocinante richiedente, peraltro, presso l’indirizzo dallo stesso indicato in sede di domanda di iscrizione, l’esito negativo senza che vi fosse la necessità di indicare dettagliatamente le ragioni del respingimento della richiesta, visto che – come da lei indicato – tali motivazioni atterrebbero a dati personali, per giunta, particolari.

Il consiglio pratico è quello di leggere attentamente l’informativa al trattamento dei dati personali che il titolare senz’altro avrà sottoposto all’attenzione del tirocinante richiedente nella fase che precede la presentazione dell’istanza.

Dott. Giuseppe Miceli – Segretario Generale di Privacy Italia

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