Rousseau e privacy, chi controlla davvero gli algoritmi? Intervista a Luca Bolognini

Luca Bolognini, presidente dell’IIP: Il problema più rilevante di Rousseau non è la prevenzione di patologie informatiche e attacchi quanto la trasparenza.

La nascita del Governo M5S-PD è legata all’esito del voto degli iscritti al M5S sulla piattaforma RousseauSi vota fino alle ore 18 di oggi. Molti mettono sotto la lente d’ingrandimento i possibili “attacchi informatici” manipolativi contro la piattaforma, ma secondo Luca Bolognini, presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy (IIP) e la valorizzazione dei dati, il vero problema è un altro.

Key4biz. Qual è?

Luca Bolognini.Vede, io non demonizzo Rousseau: dico quello che direi di qualsiasi piattaforma di qualsiasi partito. Il punto è che oggi, in Italia, da Rousseau stanno dipendendo la formazione di un Governo e molte altre decisioni politiche cruciali. Naturalmente, la sicurezza dei sistemi informatici e dei dati personali è importantissima, a maggior ragione in caso di piattaforme politiche on line, sulle quali “girano” informazioni estremamente sensibili dei cittadini. È ovvio che sia un bene – oltre che un obbligo di legge – proteggerli da accessi abusivi e da aggressioni. Ma il problema più rilevante di tutti non è la prevenzione di patologie informatiche e attacchi malintenzionati – sacrosanta – quanto la trasparente verificabilità dei codici informatici, degli algoritmi, delle operazioni e dei trattamenti di dati che vengono eseguiti – fisiologicamente, legittimamente sul piano formale! – dal gestore della piattaforma. In buona sostanza, è essenziale che sia garantito il metodo democratico di cui all’articolo 49 della Costituzione Italiana, declinandolo anche in chiave tecnologica e non solo in termini di democraticità delle forme partecipative e associative “all’antica”. Dopotutto, concordo con chi teorizza che i nuovi partiti siano i social network: anche i bit pesano nel gioco delle libertà

Key4bizCosa propone per risolvere questo problema?

Luca Bolognini. Due interventi, se necessario anche di rango costituzionale. Uno per assicurare il metodo democratico, che citavo prima: deve essere garantita piena trasparenza dei codici informatici e dei log amministrativi e operativi delle piattaforme decisionali dei partiti politici. Negli ultimi anni abbiamo introdotto norme stringenti in materia di trasparenza finanziaria dei partiti e dei movimenti politici, perché non fare lo stesso con gli algoritmi, i codici e i log delle loro piattaforme decisionali? Il secondo intervento potrebbe sembrare fantasioso, ma non lo è: introdurre in Costituzione il principio di “Stato di diritto umano”, per evitare che in futuro decisioni o voti automatizzati e artificiali, non provenienti da espressioni di volontà dell’essere umano – ad esempio un singolo parlamentare o consigliere regionale – possano valere nella formazione delle regole e delle leggi.

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Fonte: Key4biz.it | di Luigi Garofalo

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