Ricorsi, privacy, controlli e turisti Ue. Tutti gli ostacoli al super green pass

Rischio cause per l’esclusione dei non vaccinati da molte attività pubbliche. I dubbi del garante sui dati sensibili. Il nodo della compatibilità con il pass europeo. L’obbligo di siero l’alternativa percorribile.

Se per l’attuazione del green pass il governo ha dovuto aggirare molti ostacoli per l’operatività del super green pass si profilano ostacoli «super».

LA COSTITUZIONE

Il principio stesso alla base di questo provvedimento è la «discriminazione» di un gruppo di persone sulla base di una scelta personalissima, come è quella di proteggersi o meno con un vaccino. Principio che per molti cozza con la nostra Costituzione. Da settimane lo ripete Massimo Cacciari. Il presidente emerito della Consulta, Cesare Mirabelli, davanti al green pass ha ribadito che è sempre prevalente il principio della tutela della salute pubblica. Ma rispetto al green pass binario, a doppio canale, quello della Carta diventa davvero «un nodo di Gordio» difficile si possa sciogliere in modo indolore. Al premier Mario Draghi toccherà tagliarlo di netto per risolvere la questione, come fece Alessandro Magno. Sempre Mirabelli infatti osserva che imporre un lockdown duro soltanto ai non vaccinati rappresenta la prova «che è necessaria la vaccinazione obbligatoria e non sembra ragionevole che invece di imporla, come è possibile fare, si usino strumenti diversamente coercitivi». I ricorsi diventerebbero inevitabili e molto probabilmente si risolverebbero a favore del ricorrente…

Leggi l’articolo completo.

Fonte: Il Giornale | di Francesca Angeli

© 2017-2018 Associazione Privacy Italia - C.F. 91039930192 - P. Iva 01685370197 - Informativa Privacy

Con il sostegno di:

Fondazione di Sardegna Fondazione Cariplo
Positive SSL